domenica 21 ottobre 2018
28.10.2011 - Antonio Vanzillotta

Dalla ricerca Ipsos-Acri dati allarmanti sulla situazione del Paese

Gli italiani sono in una situazione peggiore del 2005-2006. Per questo non è solo l'Europa a chiedere un cambio della politica, ma l'intera società civile

Ancora dati allarmanti sulla condizione del nostro Paese. Stavolta li ha rilevati la ricerca Ipsos-Acri condotta in occasione della celebrazione della Giornata del Risparmio. Il 2011 è stato un anno terribile per gli italiani e ben il 50% si dichiara insoddisfatto della propria situazione, mentre l'80% è preoccupato per la propria vita da pensionato.

La ricerca Ipsos-Acri conferma quanto Adiconsum sta sostenendo da tempo sulla base delle denunce e delle segnalazioni dei cittadini che fanno fatica ad arrivare alla fine della terza settimana, e dalle evidenze economiche a partire dall'aumento dell'inflazione e della povertà e dalla riduzione del reddito e della conseguente drastica riduzione dei consumi delle famiglie.

In questo contesto la ricerca di motivi di ottimismo e di orgoglio del Paese, tentato dal presidente dell'Acri, rischiano di rimanere solo auspici. Adiconsum condivide le puntuali proposte del presidente dell'Abi che ha richiamato tutti a riattivare un circolo virtuoso a favore del Paese, a condizione però, che prima di tutto il Governo attui una politica che non seguiti a penalizzare sempre e solo giovani, lavoratori e pensionati e che il sistema bancario attui una politica concertativa con le rappresentanze dei consumatori, valore primario delle banche e quelle del Governatore Draghi, a partire dalla necessità di nuove politiche per supportare i giovani che più delle altre generazioni stanno pagando la crisi.

Poco incisivo, invece - dichiara Adiconsum - l'intervento del ministro Tremonti, che nulla ha detto circa le possibili soluzioni per la nostra crisi, affermando solo che la rivalutazione del Pil ci rende migliori di altri importanti paesi europei e che la ricchezza dell'Italia è cresciuta, senza alcun richiamo alle differenze sociali, alla concentrazione della ricchezza e alla povertà che ormai colpisce oltre il 10% della popolazione. Non è certo con queste uscite propagandistiche che l'Italia riuscirà a superare la Crisi.


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