domenica 19 agosto 2018
14.11.2011 - Lorella Gavazzi

Mafia e criminalità a Ponente, l'intervista al Sottosegretario agli Interni Sonia Viale

Ponenteoggi si propone di approfondire la difficile e complessa tematica e far conoscere il fenomeno. Un contenuto che possiamo sviluppare grazie al Sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni Onorevole Sonia Viale, che ci ha gentilmente concesso l’intervista

Criminalità organizzata, ‘ndrangheta, camorra. Tanti nomi per definire il fenomeno malavitoso i cui volti coesistono con quelli  di individui che ogni giorno si impegnano per la crescita propria e collettiva e che, progettando il proprio futuro, sono convinti di realizzare il percorso personale sulla base del lavoro onesto e del rispetto delle regole. I giovani sono i più colpiti dalle notizie che si susseguono ultimamente. Giovani che pensano di intraprendere un’attività propria e nelle cui menti inizia a farsi strada l’idea che un giorno, forse, potranno imbattersi loro stessi in quel fenomeno di cui, oggi, sentono parlare attraverso i media.

Un recente ed interessante intervento del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, pubblicato su Il Secolo XIX a cura di Marco Menduni, ha messo l’accento su dei passaggi essenziali che vogliamo trattare in questo articolo.

La mafia dal volto pulito è quella che più si insidia nella vita delle persone comuni, quella che, offrendosi di aiutarti in un momento di necessità, lentamente si impossessa dell’attività che ti appartiene facendola diventare un’impresa a sfondo criminale.

C’è poi la mafia che estorce, che intima, e quella che si assicura lavori redditizi grazie al potere politico.

Inoltre la deflagrazione dei fatti che si sono rivelati in tutta la loro prepotenza in questi ultimi mesi in Liguria e soprattutto nel suo estremo Ponente, ha portato i cittadini a prendere consapevolezza che nel nostro territorio la mafia c’è.  E ciò fa sì che gli stessi si pongano domande, quesiti che meritano risposte. E anche se, grazie alle indagini meticolose e puntuali degli organi competenti, sono stati molti gli arresti ed è alta la soglia di attenzione, rimane il fatto che conoscere significa sviluppare in maniera permanente un sistema che porta a porre barriere ad un fenomeno che, non solo rappresenta una piaga sociale, ma è portatore sempre e comunque di forme di dolore.

Ponenteoggi si propone dunque in questo articolo di approfondire la tematica e di aiutare a capire.

Un contenuto che possiamo sviluppare grazie al Sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni Onorevole Sonia Viale, che ci ha gentilmente concesso l’intervista che segue.

Onorevole, cos’è un condizionamento mafioso e quali sono i suoi aspetti?

Quando si parla di condizionamento mafioso si fa riferimento ad un concetto “elastico” proprio perché la malavita organizzata conosce e pratica metodi che vanno al di là di atti delittuosi eclatanti. Il condizionamento può derivare dall’adesione culturale, dal timore, dalla tolleranza di comportamenti illegali o addirittura dal quieto vivere. L’esistenza di un condizionamento mafioso può risultare in tutti i casi in cui l’attività amministrativa di un consiglio comunale, ad esempio, viene deviata dai suoi compiti e rivolta ad interessi della criminalità organizzata.

La criminalità organizzata nel tessuto economico di un luogo che ripercussioni ha sul posto?

Innanzitutto altera la libera concorrenza tra le imprese. Per questo, fin dall’inizio del mandato del Ministro Maroni, si è perseguito l’obiettivo di attaccare i patrimoni mafiosi e di stringere un rapporto di collaborazione sempre più forte fra Ministero dell’Interno e Associazioni rappresentative delle imprese. Ad Imperia, infatti, si è siglato il primo protocollo attuativo dell’accordo con Confindustria e Ministero dell’Interno – finalizzato a prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia - e, recentemente, il protocollo di legalità riguardante gli appalti pubblici.

Rispetto alle infiltrazioni mafiose denunciate nella provincia di Imperia, qual è l’impegno della politica?

Il nostro territorio si basa su un’economia sana, tuttavia l’attenzione deve essere sempre fortissima per evitare qualsiasi rischio di infiltrazioni. La politica non deve minimizzare e deve dare fiducia e slancio a tutti gli organismi deputati ad intervenire nelle situazioni a rischio come questa che vede coinvolta la nostra regione ed in particolare la provincia di Imperia.

Nel nostro territorio un problema aggiunto è stato quello dell’invisibilità del fenomeno. In questo senso quali sono le strategie che adotta la malavita organizzata?

Purtroppo la criminalità organizzata, in genere, si insidia nella società anche attraverso collusioni con i vertici di settori nevralgici per l’economia e per l’amministrazione pubblica, creandosi “nicchie” dove agire indisturbata in regime di monopolio e, nel settore degli appalti, muovendosi attraverso imprese apparentemente sane.

Che tutele scattano intorno ad un cittadino che vuole denunciare un fatto malavitoso  in cui è incorso?

Innanzitutto oggi, grazie all’azione di sensibilizzazione da parte dell’azione di governo, delle forze dell’ordine e della magistratura, si è creato un clima favorevole perché chi è vittima di abusi  denunci l’ipotesi di reato.

E’ importante che vi sia anche una lotta alla mafia a livello sociale, compiuta dai cittadini che devono anche loro contribuire a sconfiggere questo cancro della società.

Vorrei ricordare che con il primo pacchetto sicurezza è stata introdotta una norma, voluta peraltro fortemente proprio dalle associazioni imprenditoriali e finalizzata a responsabilizzare gli imprenditori che il più delle volte subiscono estorsioni in silenzio. Occorre denunciare altrimenti si viene esclusi dalla partecipazione alle gare d’appalto.

Su quali elementi si fonda il provvedimento per l’insediamento presso un comune della commissione d’accesso?

Si tratta di un provvedimento del prefetto competente per territorio, a ciò delegato dal Ministro, volto ad accertare la sussistenza di forme di condizionamento mafioso o di collegamenti con la criminalità organizzata all’interno del consiglio comunale.

Tutti i comuni della provincia di Imperia hanno firmato il protocollo della legalità condiviso con la prefettura. Quali sono le linee che rendono il documento una forma blindata nell’aggiudicazione degli appalti pubblici?

Il protocollo rafforza la collaborazione la Prefettura e gli enti locali, abbassa le soglie per i controlli antimafia sia per i contratti che per i sub contratti. Inoltre prevede controlli antimafia indipendentemente dal valore degli appalti quando si tratta di attività cosiddette sensibili, ossia quelle più suscettibili dal punto di vista delle infiltrazioni, quali i movimenti di terra e il trasporto dei rifiuti, per esempio.

Lorella Gavazzi

 

 

 

 

 

  

 


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