domenica 18 novembre 2018
20.02.2015 - M.Bologna

Lavoratori italiani frontalieri: nessun dissidio ma piena collaborazione con il Principato di Monaco

A margine della riunione bilaterale di lavoro organizzata a Monaco con i membri dall'associazione Frontalieri Autonomi Intemeli (Fai), rappresentata dal suo Presidente Santo Fortugno, dal Segretario Generale Roberto Parodi e dal Consigliere Roberto Lacchin, da un membro dell'Ambasciata italiana a Monaco e dal Consigliere Stèphan Valeri ed altri responsabili dell'amministrazione monegasca, è stata indetta una riunione stampa per spiegare come e quanto i lavoratori italiani assunti in aziende del principato abbiamo privilegi quasi pari ai monegaschi. A dispetto, questo, di quanto dichiarato dal consigliere regionale di Ventimiglia, Sergio Sibilla, in una recente intervista. 


L'incontro di oggi, il quarto in 5 anni, prosegue un percorso iniziato nel 2011, quando l'allora Ambasciatore italiano a Monaco, dott. Franco Mistretta, diede il via alle trattative con il governo monegasco per equiparare i lavoratori italiani frontalieri a Monaco ai loro omologhi monegaschi in tema di diritti sanitari. Un traguardo importante, raggiunto dopo oltre 20 anni di trattative con il fondamentale il sostegno fornito dal Fai e che continua ancora oggi, anche in vista della possibilità offerta dal governo di Monaco di negoziare, come è avvenuto con i cugini francesi, la possibilità di estendere il telelavoro anche agli italiani frontalieri assunti da un'azienda monegasca - a patto però che almeno un terzo del tempo sia trascorso presso la sede lavorativa oltre frontiera.

Nel frattempo, come molti sanno, alcune aziende di Monaco hanno messo in mobilità forzata se non licenziato diverse persone e di queste molte di provenienza italiana. Un pretesto preso al volo, a quanto pare, dal Consigliere Regionale di Ventimiglia Sergio Scibilla, che non ha esitato a rilasciare una dichiarazione provocatoria, in cui pare non conoscere come funzionino realmente le cose a Monaco.

Per fare chiarezza, su suggerimento del Primo Ministro Michel Roger, il Consigliere Valeri, ha colto l'occasione della riunione tenutasi oggi pomeriggio per invitare alcuni rappresentanti della stampa di lingua italiana e fornire, con tanto di statistiche alla mano, dati che sono in piena contraddizione con quanto affermato da Scibilla e da molte testate a cui piace comunicare solo "vicende non positive del principato, dimenticando" secondo Valeri "che il saldo tra assunti e licenziati, nel 2014, è in positivo di oltre 1000 unità". Inoltre il Consigliere ha sottolineato "come sono garantiti i sussidi di licenziamenti così come incrementati i piani formazione ed inserimento al lavoro, anche grazie al dialogo instaurato tra il governo e il Centro Impiego di Ventimiglia. Tutto ciò per permettere quindi, a chi ha perso il lavoro, di poter trovare un altro impiego nelle migliori condizioni possibili".
Il risultato finale è che l'80% delle persone private involontariamente del lavoro sono in breve tempo reinseriti presso aziende monegasche, cosa rara in un periodo dove la crisi non è aiutata dalla congiuntura economica sfavorevole in cui si trovano praticamente tutti gli stati d'Europa.
Il chiarimento, più che legittimo, smentisce quindi le tensioni tra il governo monegasco e le maestranze italiane. Anzi, come affermato dai dirigenti del FAI, se le affermazioni di Scibilia potrebbero essere viste come una manovra politica - a Ventimiglia è aperta la campagna elettorale, ndr - in realtà c'è piena soddisfazione dell'accordo sanitario raggiunto a favore degli italiani frontalieri - a parte qualche smussatura da mettere a posto con le autorità sanitarie locali - e nessuna discriminazione.

www.agencemonacopresse.com


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