giovedì 23 maggio 2019
26.11.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Bersani e Renzi al ballottaggio dopo le primarie. Storica affermazione per Sel.

“Una affermazione percentuale, quella ottenuta in Provincia di Imperia (18,70%), che ci riempie d’orgoglio. Siamo riusciti a svecchiare e decodificare un vecchio linguaggio e modo di fare politica”, ci dice Giuseppe Picchianti del Coordinamento Provinciale Sel per Nichi Vendola. Le riflessioni all’indomani del voto.

Numeri freddi e sterili: 3.500.000 di votanti sul territorio nazionale. PierLuigi Bersani in vantaggio di nove punti percentuali su Matteo Renzi il “rottamatore” e Sindaco di Firenze, “redde rationem” Domenica prossima in un ballottaggio che sancirà il “candidato” a Palazzo Chigi del Centrosinistra.

Ma occorre essere altrettanto freddi ed onesti nel verificare lo “sfondamento” a sinistra del movimento politico di Sinistra Ecologia e Libertà, per due motivi:

-         sfondamento a sinistra per la capacità di essere ritornati a parlare alla “base”, quella base sociale che, storicamente, aveva costituito la pietra angolare della politica del PCI di Enrico Berlinguer. Nichi Vendola, in Provincia, non a caso, ha incontrato gli operatori ed i ragazzi della Spes Auser; i professori e gli studenti di Imperia ed uno straordinario (ed inaspettato) successo di pubblico alla sedici del pomeriggio a Sanremo. Moretti in “Caro Diario” urlava a D’Alema di dire qualcosa di “sinistra”. Vendola, nel bene o nel male (a seconda delle posizioni politiche di ognuno) lo ha fatto, ed è stato premiato. In una Provincia, come quella di Imperia, storicamente conservatrice e “bianca” aver raccolto il 18,70% è un vero e proprio successo storico (14% a livello nazionale).

-         sfondamento a sinistra nell’essere riusciti, in un periodo di disamore per la politica (usando un eufemismo) e di “grillismi” rampanti, a strappare ben 196.000 preferenze a proprio favore (sul territorio nazionale). E questo per un movimento non rappresentato in Parlamento e come tale non munito di un bacino mediatico pari ai “moloch” del Pd Bersani e Renzi non può non essere salutato come una affermazione “storica”.

Senza dubbio ai voti raccolti in questa tornata “primaria” occorre fare una “tara” figlia di chi può avere votato Sel magari pur vestendo casacche moderate o conservatrici e magari solo in funzione di “ostruzionismo” antiBersani o antiRenzi, ma la sostanza del risultato di ieri non cambia.

In particolar modo, in Provincia di Imperia, l'affermazione di PierLuigi Bersani è stata nei termini del 40,50%. Il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha, invece, spuntato un 36,74% di voti, a dimostrazione che la Provincia ha sposato, in seno al Pd, la linea maggioritaria e prevalente in seno al Partito.

Gli altri due candidati alla guida del "centrosinistra" Tabacci e Puppato hanno sempre giocato di retroguardia, consci del fatto che la lotta per la "leadership" sarebbe stata tra l'emiliano che non "smacchia" i giaguari (Crozza docet) e il toscano nemico della vecchia "nomenclatura", con un Vendola battitore libero, qual'è stato, ed interprete di questo passaggio elettorale come "termometro" per una verfica nazionale del proprio movimento.

Anche se i quattro punti percentuali di differenza dimostrano come alle "nostre latitudini" il fascino del "golden boy" Renzi abbia ottenuto un successo maggiore rispetto agli esiti nazionali, dove, per l'appunto, il rapporto Bersani/Renzi vede il primo staccare il secondo di nove punti e partire, al ballottaggio di Domenica, con un vantaggio non disprezzabile.

Si vedrà.

Ma alla resa dei conti, tra pochi mesi, alle politiche, l’universo di centrosinistra dovrà confrontarsi e tenere conto della forza del movimento di Vendola.

 

 


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