domenica 26 maggio 2019
26.09.2012 - REDAZIONE

Regione: lavorare per migliorare la normativa alberghiera

Melgrati: “qualunque proposta è migliorativa della ”illiberale” e famigerata legge Ruggeri. Inizierò la prossima settimana un ciclo di incontri con gli albergatori della Provincia di Savona”. Comunicato Stampa.

“Dopo le vane promesse dell’assessore Berlangeri agli Albergatori di portare in discussione la modifica della Legge Ruggeri entro i primi 100 giorni dalla data della elezione della giunta Burlando, passati due anni e mezzo, finalmente vede la luce la proposta di legge di modifica della L.R. 7 febbraio 2008, n. 1”.

Lo fa sapere il consigliere regionale del Pdl Marco Melgrati, anche Vice Presidente della VI Commissione che prosegue: “Abbiamo detto più volte che gli Albergatori Liguri sono considerati dalla Giunta di Centro Sinistra “figli di un Dio Minore”, e questo si è chiaramente manifestato per esempio nel mancato inserimento degli alberghi nella possibilità di ampliamento data dal Piano Casa. Finalmente la Giunta Regionale mette mano a questa legge, che è stata assolutamente negativa, come possono essere negative tutte le leggi che impongono dei vincoli senza stabilire regole diverse, anche e soprattutto alla luce di intervenute sentenze di Tar e Consiglio di Stato che hanno sancito l’illegittimità del vincolo ex lege, in particolare per aziende chiuse da anni. Non è sicuramente la panacea del settore alberghiero, ma dobbiamo riconoscere che è stato fatto un significativo passa avanti verso la possibilità di riqualificazione del patrimonio alberghiero esistente, pur con i limiti di una visione di sinistra che rimane fortemente vincolistica”.

Le innovazioni più significative sono:

·        l’esclusione dal vincolo di quelle strutture nate negli anni 60/70 (le cosiddette “pensioni”) che poco hanno a che vedere con l’offerta alberghiera vera e propria (si tratta di fatto dell’uso ricettivo di alcuni piani di un immobile frammezzati ad altri piani ad uso civile abitazione); le condizioni per lo svincolo sono: le sole strutture classificate 1 o 2 stelle con capacità ricettiva, al 1° gennaio 2012, non superiore a 25 posti letto e aventi un utilizzo promiscuo della funzione ricettiva con quella residenziale (ingresso e parti comuni dell’immobile in comune tra albergo e appartamenti ad uso residenziale).

·        Per gli immobili “chiusi” prima del 28 feb.2007 la possibilità di trasformarli da immobili già esistenti e ad oggi chiusi e in stato di degrado  in nuovi e moderni alberghi. Per questi immobili è prevista la possibilità di una parziale trasformazione d’uso, in funzioni non turistico ricettive, del 30% del volume geometrico originario, incrementabile fino ad un massimo del 50%, a fronte di una specifica richiesta del richiedente inerente la sostenibilità economica dell’intervento, al ricorrere di particolari condizioni poste in una convezione vincolante ed obbligatoria ai fini del rilascio del titolo edilizio, tra le quali: reinvestimento di tutti i proventi solo per la realizzazione della nuova struttura ricettiva; realizzazione di una nuova struttura non promiscua, con almeno 50 posti letto, classificata albergo almeno 3 stelle;

  • Per gli immobili, contenenti imprese in attività, che ad oggi necessitano di evidenti interventi di riqualificazione, non finanziabili con i proventi della gestione alberghiera, si prevede, nel ddl, l’adozione di una misura ad effetto esclusivamente transitorio, nel senso che solo nei primi 2 anni dalla data di entrata in vigore del ddl i Comuni potranno, se del caso, assentire una parziale trasformazione, a residenziale e/o a ricettivo tipo RTA, della destinazione d’uso, entro la percentuale massima del 40% del volume geometrico originario, solo al ricorrere di tutte le seguenti condizioni: Necessità oggettiva di significativi ed evidenti interventi edilizi di riqualificazione dell’immobile al fine della sua competitività rispetto alla domanda turistica (che significa che strutture che non hanno necessità d’interventi significativi ed evidenti sono esclusi dalla misura!). Dimostrazione, presentando specifica documentazione tecnica ed economico-finanziaria, che gli indispensabili interventi di riqualificazione non siano finanziabili con i proventi della gestione alberghiera. Reinvestimento di tutti i proventi solo per la realizzazione delle nuova struttura ricettiva. Realizzazione di una nuova struttura non promiscua, con almeno 50 posti letto, classificata albergo almeno 3 stelle. Vincolo di destinazione d’uso ad albergo sulla parte ricettiva per almeno 20 anni.

Melgrati poi aggiunge: “Come Pdl presenteremo anche delle proposte:  sul reinvestimento di tutti i proventi proporremo, un emendamento; infatti, se con la realizzazione della quota residenziale si eccede il costo della riqualificazione della rimanente struttura alberghiera, non si capisce perché l’albergatore non possa trarre un profitto dall’operazione, una volta ristrutturato e ammodernato l’albergo; inoltre, non vediamo come questo vincolo possa essere fatto rispettare. Altro emendamento che presenteremo è la cancellazione della non promiscuità tra edilizia residenziale e alberghiera; al di la della difficoltà fisica, con il patrimonio edilizio esistente, nel dividere completamente la struttura alberghiera da quella residenziale, esiste la possibilità di creare alloggi con un servizio alberghiero, che potrebbero avere una marcia in più per la vendita, come accade in altre realtà nazionali evolute”.

“Inizierò la prossima settimana un ciclo di incontri con gli albergatori della Provincia di Savona per approfondire il contenuto del Disegno di Legge che andrà a modificare la legge Regionale 1/2008. Mi aspetto dal dibattito con gli Albergatori un contributo per tentare di migliorare una legge che gli Albergatori attendono dal 07 febbraio 2008, data di approvazione della illiberale e vincolistica legge che ha preso il nome dell’assessore Ruggeri, e che forse anche per questo non è stato riconfermato dagli elettori in Regione”, conclude Marco Melgrati. 


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