sabato 24 agosto 2019
05.12.2012 - REDAZIONE

Sanità: a Genova apparecchiatura per curare tumori in avaria

Interrogazione urgente dei Consiglieri Regionali Marco Melgrati, Capogruppo Pdl, e Matteo Rosso, Vice Presidente della Commissione Sanità della Regione: “questa apparecchiatura farebbe risparmiare l’Asl rispetto ad altre terapie applicate in alternativa”.

“Questa interrogazione prende lo spunto da una segnalazione del figlio di un paziente residente in Provincia di Savona in cura all’IST di Genova per un tumore.

Nello specifico il paziente era già sottoposto a varie operazioni con tecnica chirurgica tradizionale esitate nella eradicazione completa del padiglione auricolare destro, nonchè già trattato con metodica radiale alla massima potenza e pertanto non ripetibile; le opzioni terapeutiche percorribili erano, in ragione della superficie da trattarsi e altresì dell'età (e quindi dell'opportunità di scegliere la metodica con possibilità di migliori risultati rapportati alla sopportazione dei minori rischi possibili collegabili all'anestesia), quelle con minore grado di invasività.

Queste ultime, nel caso della superficie cutanea ricostruita al posto dell'orecchio, si riducevano a due: la cosiddetta CRIOTERAPIA e la tecnica della FOTODINAMICA”. 

Così spiegano i due consiglieri regionali del Pdl Melgrati e Rosso che continuano: “a quest'ultima, data la sua invasività connessa alle molteplici limitazioni cui sottopone il paziente, sensibile alla luce dopo il trattamento, sebbene in misura gradualmente differente, per ben tre mesi,  sarebbe  preferibile la Crioterapia come tecnica cui ricorrere per trattare il carcinoma spugnoso spino-cellulare di cui è affetto questo paziente.

Nell'eventualità la terapia fotodinamica potrebbe sempre rimanere all'orizzonte come ulteriore possibilità, ultima razio a cui ricorrere in caso di esito infausto della terapia mediante Crioterapia. Quest'ultima è sostanzialmente un raffreddamento rapido, con congelamento dell'acqua intracellulare, riduzione degli ioni, alterazione delle proteine e degli enzimi con sconvolgimento degli scambi di membrana.

Tutto ciò si traduce in un danno tessutale preciso e controllabile ottenendosi, nei tempi di applicazione terapeutici, un distacco dermo-epidermico senza danno al derma e l'azoto liquido è attualmente il criogeno più usato e versatile”.

“Il medico curante – dicono Melgrati e Rosso - ricorrerebbe anche alla Crioterapia in opzione alla Fotodinamica ma mi è stato  riferito che delle due apparecchiature disponibili in capo all'"IST" per la Crioterapia quella che abbassa la temperatura tissutale a -90 gradi e quella che la abbassa a - 160 gradi quest'ultima è andata in avaria e, nonostante varie segnalazioni, non è più stata riparata. Proprio quest'ultima apparecchiatura che abbassa la temperatura a - 160 gradi è quella che occorrerebbe per la terapia a questo paziente.

L'aspetto che mi ha più colpito è che la terapia a base di Crioterapia avrebbe un costo per l’ente di 60,00 euro ad applicazione mentre invece quella fotodinamica di 5500,00 euro, con una differenza sostanziale per ogni applicazione di più di 5.400 euro, che se ripetuta per “n” volte arreca un danno economico all’Ente.  Stando così le cose, anche dal punto di vista economico, di un controllo della spesa,  il non consentire la disponibilità in capo al medico di uno strumento curativo meno costoso, quantunque validamente utilizzabile,  in alternativa od in combinazione con quello di ultima generazione della Fotodinamica, risulterebbe una scelta difficilmente comprensibile. 

Con questa interrogazione urgente chiedo all’Assessore Montaldo se è a conoscenza di questo “guasto” a questa apparecchiatura e se è intenzione della dirigenza dell’A.s.l. 3 di provvedere alla riparazione di questo macchinario;chiedo inoltre da quanto tempo esiste questo problema e perché non si è provveduto fino ad ora, creando disagi nei pazienti che abbisognano di questo macchinario per le Loro cure”.


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