sabato 24 agosto 2019
11.12.2012 - REDAZIONE

Sovraffollamento carceri liguri: approvato ordine del giorno Pdl

Garibaldi, primo firmatario dichiara: “grave situazione, necessario intervenire”.

E’ passato all’unanimità l’Ordine del Giorno presentato dal Pdl in Regione, promosso dal Consigliere regionale Gino Garibaldi, sulla situazione di sovraffollamento delle carceri liguri. Con il documento si impegna l’amministrazione regionale ad attivarsi e ad assumere tutte le iniziative e le azioni che si renderanno necessarie, nelle sedi appropriate e con le modalità ritenute più opportune, anche mediante la convocazione di un tavolo di concertazione tra le varie parti interessate per riuscire attraverso la firma di protocolli di intesa ad attivare nuovi progetti di lavoro socialmente utile da destinare ai detenuti nell’ambito delle carceri liguri e genovesi.

“Con il documento – spiega Garibaldi – si vuole porre l’accento sull’allarmante risultato emerso dal IX rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione, elaborato dall’Associazione Antigone, nata nel 1988 e che ogni anno, con l’autorizzazione del Ministero della Giustizia, visita le carceri italiane ed elaborare un resoconto dettagliato sulla situazione in cui vivono i detenuti, nonché coloro che operano in questo settore: polizia penitenziaria, personale amministrativo, sanitario ed educatori sociali”.

Tra le regioni italiane, la Liguria, è quella che, oltre alla Puglia ed al Veneto,  risulta con un maggiore affollamento delle carceri, con un tasso del 176,8% : “ una situazione esplosiva e dalle considerazioni ed i giudizi concordi espressi dai direttori delle strutture carcerarie liguri ed in particolar modo di quelle presenti nella provincia di Genova emerge chiaramente la  delicata situazione che da molti anni sussiste nel sistema carcerario ligure, acuito da una particolarità rispetto al altre aree del Paese, ossia la percentuale particolarmente elevata di detenuti stranieri, sopra il 50% rispetto ad una media del 35%.”

“E’ quindi necessario affrontare il problema al più presto – conclude Gino Garibaldi – che oltre alle situazione di disagio in cui vivono coloro che si trovano ed operano nelle carceri, detenuti, polizia penitenziaria, personale sanitario e civile, comporta per i carcerati il sorgere di alcune patologie preoccupanti delle quali le più comuni sono i disturbi psichici, malattie dell’apparato digerente e malattie infettive e parassitarie”. 


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