venerdì 22 settembre 2017
05.06.2013 - Donatella Lauria

Benessere con la Lilt, prevenire il tumore con l'alimentazione

Il nostro "giornalista" d'eccezione, dottor Claudio Battaglia, presidente provinicale Lilt, nella puntata di oggi ci parla di come una corretta alimentazione possa aiutare a prevenire il cancro

Prevenire mediante l'alimentazione.

La grande percentuale di tumori attribuibili alla natura della alimentazione occidentale è, come abbiamo visto, un segnale del degrado delle abitudini dietetiche di una società che ha perso contatto con la nozione stessa di sana alimentazione e che concepisce l'atto del nutrirsi esclusivamente come un'azione destinata ad apportare energia all'organismo, senza riguardo per il suo impatto sulla salute.

In un'epoca in cui spesso si tende a considerare il progresso come sinonimo di benessere, dobbiamo ammettere che questa relazione non ha validità nel campo della alimentazione, e che al contrario l'industrializzazione sta contribuendo a distruggere le fondamenta stesse della nostra cultura alimentare.

Quello che conosciamo oggi sulle proprietà nutritive o tossiche di una pianta, oppure sull'utilizzo di certi alimenti a fini terapeutici. è il risultato di una lunga ricerca compiuta dall'uomo nel corso della sua evoluzione per determinare il valore e la qualità degli alimenti presenti nell'ambiente circostante.

 Si può suddividere il processo di selezione degli alimenti in tre grandi tappe:

  1. Studio della tossicità
  2. Fase della valutazione (tossici, droghe, erba)
  3. Fase della selezione (scelta degli alimenti, sia per apporto nutritivo, sia perchè il loro consumo procura dei vantaggi addizionali per la salute).

 

L'uomo non mangia solo per vivere, ma desidera anche vivere bene ed il più a lungo possibile. E per lungo tempo l'alimentazione era l'unica risorsa a sua disposizione in grado di influenzare la salute e di prolungare l'esistenza!

Non ci dobbiamo quindi stupire se la storia della medicina è indissociabile da quella della alimentazione, poiché giustamente l'alimentazione ha rappresentato per un lungo periodo la sola medicina a disposizione dell'uomo. Al di là della semplice questione di sopravvivenza, l'acquisizione di tutte queste conoscenze (tramandate da grandi antiche civiltà, egizia, indiana, cinese e greca) su ciò che è buono, cattivo o senza conseguenze per la salute rappresenta un'eredità culturale di valore inestimabile che illustra la relazione fondamentale che unisce l'uomo, l'alimentazione e la natura.

 

Tutto questo non significa essere dei nostalgici del passato o rifuggire la medicina contemporanea, ma semplicemente che le ultime ricerche hanno permesso di dimostrare che un certo numero di alimenti, selezionati dall'uomo nel corso della sua evoluzione, possiedono innumerevoli molecole dalle potenziali capacità antitumorali.

 Queste potenzialità possiamo spiegarle in questo modo: consideriamo i farmaci moderni (contro il cancro o altre patologie) come molecole capaci di bloccare una tappa assolutamente necessaria allo sviluppo di una malattia, una sorta di interruttore, che una volta chiuso, impedisce al malanno di svilupparsi. Visto che nella stragrande maggioranza dei casi i difetti di funzionamento dipendono da una classe di proteine che già conosciamo, gli enzimi, la maggior parte dei farmaci mirano a bloccare la funzione di questi enzimi per ristabilire l'equilibrio ed impedire la diffusione della malattia. Il farmaco cercherà di imitare la struttura di una data sostanza, necessaria per il progredire della malattia. in modo tale da bloccare il suo accesso all'enzima e contemporaneamente di ridurre l'effetto di quest'ultimo. A bloccare l'attività dell'enzima, facendo da esca possono essere molecole sintetiche, ma anche sostanze naturali contenute negli alimenti che fanno parte della nostra dieta quotidiana. Pensiamo ad una molecola contenuta nella soia, la genisteina, che ha una grande somiglianza strutturale con l'estradiolo, l'ormone sessuale femminile, da cui deriva il suo appellativo di “fitoestrogeno”. A causa di questa somiglianza, la genisteina agisce come esca per la proteina che riconosce normalmente l'estradiolo e può occupare il recettore abitualmente utilizzato dall'ormone, riducendo anche l'entità degli effetti biologici provocati dall'estradiolo, come la crescita eccessiva dei tessuti sensibili a questo ormone come quelli della mammella, un modo di agire molto simile a quello del tamoxifene, un farmaco descritto da diversi anni contro il tumore della mammella.

 D.: Ma quali differenze tra queste molecole naturali e quelle di sintesi farmacologiche?

 B.:  Direi non solo efficacia e provenienza, ma soprattutto il modo con cui sono state selezionate dall'uomo, in un lunghissimo periodo di tempo, contrariamente a quelle di sintesi che è molto più ridotto, il che rende difficile la valutazione dei possibili effetti secondari, comunque e sfortunatamente sempre presenti, malgrado ogni possibile precauzione. Dunque, anche se esiste una notevole analogia tra le molecole di origine alimentare e quelle sintetiche, la differenza fondamentale tra i due approcci è l'assenza di tossicità associata al consumo di molecole antitumorali presenti naturalmente in frutta e verdura, sviluppate dalla natura nel corso di 3,8 miliardi di anni,per mezzo di tentativi ed errori simile a quelli utilizzati dall'industria farmaceutica per scoprire nuovi medicinali per la cura di diverse patologie.

 Se vogliamo il concetto è quello di un equilibrio tra fattori che scatenano le malattie e quelli che le prevengono, come i fattori di origine alimentare.

 Un altro fattore che rende basilare la terapia preventiva del cancro mediante l'alimentazione è la grande differenza che esiste tra i geni dei diversi individui che pur mantenendo caratteristiche comuni alla specie, hanno caratteri distintivi per ciascuna persona, non solo responsabili di diversità fisiche marcate, ma che interessano ugualmente altri geni che, se sono inattivati, possono rendere certi individui meno capaci di difendersi da determinate aggressioni, come quelle provocate dalle sostanze cancerogene.

Un esempio è uno studio condotto a Shangai, in cui gli individui carenti di due enzimi importanti per la eliminazione di agenti tossici presentavano un rischio tre volte maggiore di essere affetti da un tumore al polmone se il loro regime alimentare non comprendeva le verdure crucifere. Al contrario, altre persone con le stesse mutazioni, ma che consumavano abbondantemente queste verdure, presentavano un rischio ridotto di cancro in rapporto alla popolazione ordinaria.

Alcuni esempi pratici ?...ecco:

●      Concetto dell'interruttore: “on” poca frutta e verdura, “off” molta frutta e verdura.

●      Numero di incidenza tumori prostatici, tiroide e mammella in cadaveri diverso tra asiatici ed occidentali, ma uguale nelle biopsie sugli stessi organi.

●      Nella Trisomia 21, mai tumori per effetto protettivo di alti livelli di un particolare inibitore dell'angiogenesi (l'endostatina) prodotto dal cromosoma 21 addizionale..

 D.: Ma parlando di frutta e verdura, quali sono le sostanze più benefiche, le vitamine o i sali minerali che contengono?

 B.: In realtà pochi sanno che la composizione di frutta e verdura non si limita a questi principi (oltre ovviamente ai glucidi, proteine e lipidi), esiste un'altra classe di molecole, i composti fitochimici (dal greco phyto, pianta), responsabili del colore  e delle proprietà organolettiche (quelle che stimolano gli organi di senso) così particolari non soltanto di frutta e verdura, ma anche di numerose bevande e spezie intimamente collegate alle tradizioni culinarie di molte nazioni (rosso sgargiante del lampone, odore dell'aglio, sensazione astringente del cacao o del tè).

 Fino a poco tempo fa, le vitamine, i sali minerali e le fibre venivano considerate come le uniche sostanze responsabili delle proprietà benefiche della frutta e della verdura nella prevenzione delle malattie croniche, in particolare del cancro. Tuttavia, un certo numero di risultati ottenuti nel corso degli ultimi anni hanno messo in discussione questa valutazione, e sembra sempre più certo che la protezione offerta da frutta e verdura contro i tumori sia soprattutto riconducibile al loro contenuto in composti fitochimici.

Nessuno studio ha mai dimostrato che dosi massicce di integrazioni vitaminiche potessero assicurare una qualunque protezione contro le malattie croniche, tra cui il cancro, ma piuttosto il contrario.

 D.: Ma perchè le piante producono queste sostanze?

 B.: Potremmo dire che li fabbricano per proteggersi contro le infezioni ed i danni causati dai microorganismi, insetti o altri aggressori (le piante non possono fuggire da chi le attacca). Dal momento che la produzione dei composti fitochimici è direttamente correlata allo stress subito dalla pianta, è prevedibile che i vegetali coltivati in modo naturale, senza pesticidi sintetici, e che sono quindi più suscettibili di essere aggrediti, contengano maggiori quantità di queste molecole.

Ma il ruolo protettivo di questi differenti composti fitochimici non risulta tuttavia limitato agli effetti benefici sulle piante; queste molecole svolgono un ruolo di primo piano nei nostri sistemi di difesa contro lo sviluppo del cancro.

 D.: Ci può citare qualche esempio?

 B.: E' spesso facile partendo da colore e odore. Per i frutti dal colore intenso le molecole sono i  polifenoli, ne sono stati identificati più di 4000, abbondanti in certe bevande, come il vino rosso ed il tè verde, oltre che in alimenti solidi come l'uva, le mele, l'aglio e le bacche selvatiche, ma anche nelle spezie ed erbe, così come nelle verdure e nelle noci.

Altre classi sono tipiche per il loro odore: lo zolfo tipico dell'aglio bruciato o del cavolo crudo, dovuti a composti solforati, mentre quello, più gradevole degli agrumi è dovuto alla presenza di particolari terpeni.

Questo ci porterà a dimostrare che anche se tutta la frutta e verdura contiene dei composti fitochimici, la quantità e la qualità di questi variano enormemente da un frutto all'altro e da una verdura all'altra. In altre parole, se è vero che, in linea generale, frutta e verdura sono parti integranti di un regime alimentare equilibrato, bisogna esaminare più da vicino i composti fitochimici per programmare una dieta che punti a ridurre il rischio di tumore. Tra questi tre alimenti sono fondamentali: il tè verde, le soia e la curcuma e vedremo perchè...

 Ma prima di descrivere in che modo i composti fitochimici possono risultare benefici per la prevenzione del cancro. è importante citare un punto fondamentale: queste molecole, spesso, non sono altro che degli antiossidanti. Oggi il termine antiossidante è generalmente abusato ed anche se in effetti molti composti fitochimici ed in particolare i polifenoli sono in grado di assorbire efficaciemente i radicali liberi e sono antiossidanti ben più potenti delle vitamine (una mela di taglia media, che contiene poca vitamina C, vale a dire 10 mg, possiede un'attività antiossidante equivalente a quella di 2250 mg di vitamina C). Per contro altre classi di composti fitochimici come gli isotiocianati, pur essendo dei mediocri antiossidanti possono influenzare enormemente lo sviluppo del cancro: è il motivo per cui anche se una patata al forno (con la buccia) possiede un'attività antiossidante 4 volte maggiore rispetto ai broccoli, 12 volte maggiore del cavolfiore e 25 volte maggiore della carota, essa presenta un debole potenziale di prevenzione contro il cancro. Sarebbe ugualmente sbagliato concludere che una tazza di caffè con il suo contenuto di antiossidanti 10 volte superiore a quello di un bicchiere di succo di arancia, procuri un vantaggio cospicuo per la salute.

Lungi quindi dall'essere soltanto dei neutralizzatori dei radicali liberi, i composti fitochimici possiedono la capacità di intervenire su un grande numero di eventi distinti, tutti associati allo sviluppo del tumore e alcune di queste molecole agiscono anche a molteplici livelli: aglio e cavolo impediscono l'attivazione degli agenti cancerogeni, certi polifenoli contrastano direttamente la crescita delle cellule tumorali o ancora ostacolando la formazione di nuovi vasi essenziali per lo sviluppo del cancro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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