sabato 14 settembre 2019
20.10.2011 - Alessandro Giacobbe

Alla scoperta di Tavole, centro dell'alta val Prino

Tavole, centro dell'alta val Prino. Nella valle del rio Furchin. La val d'oro, ammantata di olivi. Tavole composta da tante borgate, anche qui unificate da una piazza centrale che riveste profondi significati sociali per la Comunità. Sopraelevata rispetto alla viabilità stradale che sfila verso Villatalla, questa piazza è ad un tempo luogo di incontro, luogo di accesso alla chiesa parrocchiale, luogo di gioco. I poli opposti di questo sistema urbanistico sono due. Uno è religioso, la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione di Maria Vergine, edificio innalzato tra 1718 e 1729 su progetto di Giacomo Filippo Marvaldi di Candeasco (valle del Maro, entroterra di Imperia Oneglia), l'altro è civile, il palazzo pubblico, dotato di accesso classico, dal colonnato al timpano regolare entro il quale ancora si vedono le antiche insegne comunali dell'Italia sabauda ed unita. Va da sé che la chiesa parrocchiale abbia caratteristiche particolari, con elementi già barocchi esaltati nella decorazione interna, con la presenza del noto polittico cinquecentesco della Madonna del Soccorso, di Agostino Casanova e numerosi altri dipinti di rilievo. Il campanile è ancora quello della chiesa precedente, tardomedievale, apparentato con quelli di Valloria e di Molini di Prelà. Il palazzo pubblico era ufficio comunale e scuola, ma oggi assolve ad un compito pubblico rilevante. Apprezzato luogo di ristoro al piano terreno, spogliatoio per il gioco della pallapugno al piano superiore. Una lunga e ripida scala, le pareti occupate da fotografie storiche della pallapugno locale,  finalmente l'assito di legno dei vecchi uffici e delle vecchie aule. Qui ci si prepara agli scontri nella celebre piazza, un gioco del pallone fatto e finito, non lungo, di “adattamento”, come si dice tecnicamente, fatto di muri angoli spigoli cornicioni reti e gradini e dove la palla sembra non uscire mai. Un gioco da virtuosi, che raccoglie appassionati , sul sagrato sopraelevato della chiesa, non ultimo qualche teutonico stabilito da tempo qui. Un luogo dove ha tirato i primi pugni, sviando la scuoletta vicina, anche l'indimenticato campione Franco Balestra, che ci ha salutato proprio poco tempo fa. Bastava nascondere il pallone nell'incavo dei muri, in fondo, vicino al cancello. Uno spazio a misura d'uomo, per vivere e giocare, per parlare e mangiare, nelle occasioni di festa. Un po' di Liguria occidentale vera.

 

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