mercoledì 19 giugno 2019
29.10.2011 - Alessandro Giacobbe

I tesori archeologici dimenticati, un'offerta della provincia da rilanciare

Non sono in molti a valorizzare (e prima ancora a conoscere) i tesori archoelogici imperiesi. Un'inchiesta di Ponenteoggi per capire il perchè

Le recenti scoperte avvenute ai Balzi Rossi hanno portato alla ribalta ancora una volta l'importanza dei siti archeologici locali. Quanto se ne è accorto il grande turismo dei tour operators? Poco, si direbbe, stando a questa breve inchiesta compiuta presso le guide turistiche della Provincia di Imperia riunite nell'Associazione Guide Turistiche della Liguria. Non ci sono solo i Balzi Rossi, ma l'Antiquarium e la città romana di Nervia, i Musei Girolamo Rossi di Ventimiglia, quello di San Remo, quello di Diano Marina, recente e didattico ed aree archeologiche ancora prive di un sistema di circuito turistico, come la Madonna dell'Arma o Capo Don – Costa Balenae a Riva Ligure.

I Balzi Rossi, comunque ottengono un certo successo, sia pur limitato. Ovviamente questa è una piccola indagine, bisognerebbe vedere i dati delle singole strutture per capire e non è detto che non lo si faccia, anzi. Intanto la voce degli addetti ai lavori... Raffaella racconta di andare ai Balzi Rossi 5 o 6 volte l'anno e una o due volte all'area romana di Nervia e poi nient'altro. C'è volontà però di poter essere inviata nei circuiti turistici anche negli altri siti. Il contraltare è Tania, che afferma che i suoi clienti russi non amano i siti archeologici e che preferiscono i siti “di fama mondana”. Sarah non ha mai portato gruppi in siti archeologici, tranne una volta ai Balzi Rossi. Costanze in 27 anni di lavoro è stata due volte ai Balzi Rossi con studenti italiani. Marco va ai Balzi Rossi una o due volte l'anno, ma non in altri siti. Altre ancora affermano di andare ai Balzi Rossi una volta all'anno circa. Da guida anche io posso dire che, quando la mia attività era molto più pressante, sono stato ai Balzi Rossi e alla città romana di Nervia in accompagnamento di scolaresche ovvero in attività didattiche guidate. Assunte queste informazioni, appare chiaro che alcuni tra i punti di forza  di una proposta turistica che deve essere sempre più variegata e complessa, sono in qualche modo disattesi. Indubbiamente è faticoso far accettare ai tour operators una Liguria occidentale al fuori di certi consueti luoghi comuni. Ovvero una Liguria occidentale che sia pure Cultura, Storia,   racconti appassionanti di un tempo non certo dimenticato. La clientela che si muove in modo indipendente e cerca destinazioni specifiche appare più interessata a questo segmento di visita. Non è così invece per un turismo di massa abbindolato da proposte superficiali ed a basso costo. Del resto, è complito anche delle Istituzioni sollecitare attenzione verso le realtà di cui si è parlate. Alcune , storicamente importantissime, come la Madonna dell'Arma, attendono da anni una dimensione di “parco archeologico” per una visibilità completa. Né bisogna dimenticare che i siti museali hanno risorse spesso limitate e devono svolgere anche compiti scientifici e didattici. Il problema è dunque aperto e le grandi scoperte archeologiche di questi ultimi tempi lo rendono ancora più doloroso.  


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